28 marzo 2012

FUGA DEI CERVELLI: IL SUD EUROPA EMIGRA IN GERMANIA


Sole 24 Ore - La campagna per reclutare giovani "cervelli", in Germania, si è intensificata negli ultimi tempi, battendo soprattutto i paesi del Sud Europa più colpiti dalla crisi: Spagna, Portogallo, Grecia. Un flusso migratorio forte si è messo in moto dai PIIGS verso il cuore dell'Europa. 

Nel 2011 la differenza dello stock di immigrati registrati nell'anno in Germania è stato il più alto da un quinquennio, secondo Destatis (l'ufficio federale di statistica), attestandosi a 169.905 unità. Oltre che da Polonia e Ungheria, aumenti consistenti si registrano proprio dagli Stati dell'euro-crisi. Nell'ordine: Grecia, Spagna, Portogallo e Italia. L'Irlanda, di lingua inglese, segue altre rotte. Il motore tedesco ha bisogno di lavoratori stranieri specializzati per tenere il passo con l'invecchiamento della popolazione: le previsioni stimano in mezzo milione le posizioni che verranno coperte ogni anno da oltreconfine dopo il 2015.

L'ufficio federale dell'impiego di Bonn ha da tempo un programma dedicato all'estero, in cooperazione con Eures, il servizio della commissione Ue per la "mobilità professionale". In Germania il tasso di senza lavoro tra gli under 24 è sotto l'8% (nell'Eurozona va meglio solo l'Olanda, anche se in Olanda una gran parte della popolazione lavora part-time) mentre in Spagna si sfiora il 48%, in Grecia pure, in Italia e Portogallo il 30%. La nuova migrazione dell'eurozona, dunque, continuerà. Le avanguardie si stanno già posizionando: il Goethe Institute l'anno scorso ha visto un boom di iscrizioni.

21 marzo 2012

LE 100 UNIVERSITA' PIU' RICONOSCIUTE AL MONDO


Il Times Higher Education Ranking ha pubblicato la classifica delle 100 universitá piú riconosciute al mondo. Primeggia Harvard e, in generale, le universitá americane. Tra le top 50 notiamo 6 istituti Britannici: Cambridge, Oxford, Imperial College London, University College London, the London School of Economics e Edingburgh.

Purtroppo nessun ateneo italiano appare tra le prime 50 (e le prime 100).

3 febbraio 2012

LABOUR MARKET, SKILLS AND TUITION FEES

"There are a few signs that higher fees have encouraged marginal decision-making, even if they haven’t stopped young people applying altogether. Arts and social-science subjects have attracted fewer applicants than last year. The lack of jobs has concentrated students’ minds on employment prospects" (quote from The Economist).

A survey of British firms shows that a third of employed people in the UK are overqualified for thier jobs. At the same time, those very firms also declare that there is a significant lack of skills in the labour market. The fact that students, as a result of higher fees, are focusing their choices on employment prospects is therefore a good thing for the labour market. But is it good for them?

21 dicembre 2011

SCADENZA PER FARE DOMANDA AI CORSI UNDERGRADUATE

Volevo ricordarvi che la scadenza per fare domanda ai corsi undergraduate alle universita' inglesi che inzieranno a settembre 2012 e' stata fissata per il 15 gennaio.

If you need any last minute help do not hesitate to contact me on universitaininghilterra@gmail.com.

27 giugno 2011

I MASTERS VALGONO I SOLDI CHE COSTANO?

Un paio di settimane fa, una neolaureata fresca di un’esperienza lavorativa negli Stati Uniti e di un’offerta condizionale per fare un master alla London School of Economics mi ha scritto:


E' quella che ho voluto fin dall'inizio [la LSE], ma ci sono persone che mi dicono che non vale i soldi che chiede. Io non ne sono molto convinta, ma mi piacerebbe avere un tuo parere.
La maggior parte dei Masters in Inghilterra e negli Stati Uniti ormai costa più di £15,000, e per gli MBA si arriva a cifre ancor più esorbitanti: avere questa perplessità é quindi più che lecito.

Purtroppo, con il mercato del lavoro che diventa sempre più competitivo, spesso i masters (almeno quelli nelle migliori università anglosassoni) valgono i soldi che costano, ma non sempre il loro vero valore viene apprezzato.

Nel valutarlo, infatti, gli studenti spesso commettono l’errore di limitarsi a tenere in considerazione due fattori: la quantità di nozioni che apprenderà nel corso dell’anno (o nei due anni) e la bravura dei professori.
Questi sono, senza dubbio, dei fattori importanti, ma non gli unici da valutare.

Spesso, infatti, si ignorano gli altri tre fattori che apportano valore aggiunto ai corsi post-graduate: 
  1. La reputazione dell’università a livello internazionale: questo vale in particolare per gli studenti italiani che vogliono dare al loro curriculum una dimensione internazionale, oltre che a mettere in rilievo un’università ben conosciuta in tutto il mondo;
  2. Il careers service dell’università: lo scopo principale dei master è quello di trovare un lavoro stimolante e, perché no, ben pagato, alla fine del corso. Il careers service della London School of Economics mi manda ancora un e-mail al mese con una decina di annunci pubblicizzati solo agli studenti e gli ex-studenti dell’LSE.
  3. Il network di contatti che lo studente riuscirà a crearsi al di fuori delle lezioni e dei seminari: durante i masters s’incontrano decine e decine di ragazzi che molto probabilmente entreranno in un settore simile al vostro. Delle cento persone che hanno studiato politica europea con me, almeno una quarantina sono ora a Bruxelles a lavorare con le istituzioni europee in maniera più o meno diretta.
Se avete ancora bisogno di persuasione, lasciate che vi dia un paio di numeri sugli stipendi medi di chi frequenta i migliori MBA del mondo: per gli studenti di Harvard che entrano nel settore finanziario gli stipendi medi a un anno dal completamento del corso sono di $125,000; per i diplomati dall’INSEAD, Francia, €87,000!

That’s food for thought!